L’iPhone e le politiche pubbliche

28 ottobre 2014

phone_renziIl primo ministro Renzi – nella sua foga contro la Cgil – ha tirato fuori una battuta sull’iPhone a gettoni, per irridere i suoi detrattori, accusandoli di essere al di fuori della realtà e di non stare al passo con il cambiamento. E proprio nella trasmissione ‘Otto e mezzo’ della Gruber (di lunedì 27 ottobre) Renzi ha ribadito che soldi per gli investimenti pubblici non ce ne sono e al massimo si possono stimolare (con gli sgravi fiscali alle imprese) gli investimenti privati. Negli ultimi anni gli sgravi fiscali non hanno rilanciato le imprese, né creato nuovi posti di lavoro. Lo dicono i dati. E invece in Germania – almeno in buona parte – sono state proprio le politiche pubbliche, gli investimenti nell’innovazione e nella ricerca ed il ruolo di un’agenzia pubblica come la Fraunhofer a fare la differenza.

Renzi si fa guidare dagli stantii dogmi neoliberisti: per ripartire bisogna ripartire dai tagli fiscali, dalle riduzioni della spesa pubblica, dalle privatizzazioni, dalla precarizzazione del mercato del lavoro. Niente di nuovo: sono le solite ricette neoliberiste condite con l’austerità e che stanno facendo sprofondare l’Europa nella depressione economica.

Ma proprio il suo amato iPhone dovrebbe far capire a Renzi quanto sono importanti le politiche pubbliche. Come dimostra efficacemente Mariana Mazzucato nel suo ultimo libro ‘Lo Stato innovatore’, quasi tutti i dispositivi contenuti nell’iPhone (Internet, gps, siri, ecc. lo schermo a cristalli liquidi, il microprocessore, ecc.) sono il risultato di investimenti pubblici nella ricerca e nella sperimentazione delle applicazioni. Non diamo tutto il merito a Steve Jobs: se non ci fossero stati quegli investimenti pubblici (che il fondatore di Apple ha avuto il merito di sfruttare a buon costo) non ci sarebbe stato l’iPhone che conosciamo.

Investimenti pubblici (nella ricerca, nell’innovazione, ecc.) che non ci sono né nel Def, né nella legge di stabilità. Se Renzi continua così la scomparsa dell’Italia industriale è inevitabile: continueremo a comprare e ad importare pannelli fotovoltaici dalla Cina e – in futuro – le auto elettriche dalla Volkswagen. Invece di fare battute ai sindacalisti, Renzi si dia una mossa e non aspetti investimenti privati che non arrivano. Invece di bonus e sgravi fiscali inutili, faccia gli investimenti pubblici e si dia una politica industriale per rilanciare l’economia. I gettoni non si mettono nell’iPhone, ma nemmeno si può rilanciare l’economia con le slides. E i gettoni si possono sempre usare per le politiche pubbliche e gli investimenti.

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