La mia dichiarazione di voto: #nof35

25 settembre 2014

FofiValpianaMarconGentile Presidente,

dopo 15 mesi dalle precedenti mozioni parlamentari ci ritroviamo a discutere nuovamente della possibilità di cancellare il programma dei cacciabombardieri F35.

In questi 15 mesi, la Commissione Difesa ha potuto fare tutti gli approfondimenti necessari e dopo ben 11 mesi -forse un po’ troppi- dalle mozioni di giugno del 2013 ha approvato una relazione conclusiva che chiede il dimezzamento del finanziamento del programma.

Nel frattempo, in questi 15 mesi il Consiglio supremo di difesa ha intimato al parlamento di non procedere a tagli di spesa sui sistemi d’arma e la ministra Pinotti ha invitato ad aspettare, prima di prendere qualsiasi decisione, l’elaborazione del Libro bianco della Difesa.

C’è un piccolo particolare. Che come spendere i soldi degli italiani non lo decidono gli 8 componenti del Consiglio supremo della difesa, né la ministra Pinotti e i suoi tecnici: lo decide il parlamento. Ed è il parlamento a decidere se gli F35 si fanno o non si fanno, non i vertici delle Forze Armate e del Consiglio supremo della Difesa.

Nel frattempo è successa un’altra cosa: che prima il Ministro Mauro e poi la Ministra Pinotti hanno disatteso la pur blanda mozione approvata alla fine di giugno del 2013. Quella mozione chiedeva la sospensione di nuovi acquisti in attesa, appunto, degli approfondimenti della inchiesta conoscitiva della Commissione Difesa.

Prima nel settembre del 2013 e poi nel marzo del 2014 si sono definiti e conclusi nuovi contratti – che non eravamo obbligati a definire e a concludere – per altri cacciabombardieri. Non si sono rispettate le decisioni del parlamento.

Altri cacciabombardieri: voi dite che sono sei. Noi quando siamo andati un mese e mezzo fa a Cameri abbiamo visto i cartellini numero 7 e numero 8 su delle stazioni di assemblaggio e quando abbiamo chiesto ai responsabili della fabbrica di Cameri, ci è stato risposto: “sono i pezzi in fase di montaggio del velivolo 7 e del velivolo 8”.

Delle due l’una: o dite voi delle bugie, o avete addestrato male chi ci doveva rispondere. O forse c’è una terza possibilità: i responsabili di Cameri sono solo professionali e sinceri.

Mentre andavamo a visitare Cameri, il premier Renzi stava a San Rossore dagli scout e ha affermato: “Gli F35 non sono proprio uno strumento di pace” e durante la campagna elettorale del 2013 si chiedeva a “cosa servissero questi F35”.

Ebbene, premier: servono a fare la guerra, servono a portare ordigni nucleari, servono a far contenti quelli che Papa Francesco a Redipuglia ha definito i “mercanti di morte”, servono a spendere inutilmente un sacco di soldi, servono a fare un favore all’industria americana senza creare occupazione per noi.

Qualche anno fa avete detto che gli F35 avrebbero creato 10mila posti di lavoro, poi siete scesi a 3mila, ora a 2mila. A Cameri, invece, attualmente ci sono poco più di 350 lavoratori, di cui più della metà in trasferta dallo stabilimento dell’Alenia a Caselle. Praticamente niente, zero. Con i soldi degli F35 – se investiti in un piano di lavori verdi e pubblici – ben altra occupazione si potrebbe creare.

Noi diciamo che il programma F35 va cancellato, subito.

Primo. Perché è contrario allo spirito e alla lettera dell’art. 11 della Costituzione. Sono aerei per fare la guerra e noi non dobbiamo fare guerre. Perchè Signora Ministra lei non dichiara solennemente che il governo italiano non permetterà che quegli aerei possano trasportare ordigni nucleari? Perchè è reticente? Perchè è complice di questa ambiguità?

Secondo. Perché è uno spreco colossale. 13 miliardi buttati al vento, con i quali potremmo sbloccare il contratto dei dipendenti pubblici, assumere i precari della scuola e mettere in sicurezza le scuole nelle zone sismiche.

Terzo. Perchè quegli aerei sono dei bidoni: il software non funziona, i velivoli sono troppo pesanti, i caschi dei piloti fanno vedere le traveggole; quando si alzano in volo, quelli a decollo verticale, squagliano l’asfalto e se c’è un temporale devono tornare alla base.

Quarto. Perchè non servono né alla difesa del paese (non sono caccia intercettori), né agli obblighi che abbiamo in ambito internazionale di fronte ai nuovi rischi di instabilità che dobbiamo affrontare.

Quinto. Perchè non creano posti di lavoro se non in modo irrisorio (rispetto agli investimenti) e invece di stimolare l’industria italiana, sono solo un favore all”industria americana ed in particolare a quella impresa esperta in tangenti che risponde al nome di Loockeed Martin.

Confrontiamoci. Il premier Renzi si è aperto al confronto con le opinioni del paese.

Il vostro governo apre tante consultazioni on line – sul terzo settore, sulla riforma della scuola, ecc – perché non ne aprite anche una sugli F35? Perchè non lo fate? Perchè avete paura e sapete che sareste sommersi dalle richieste di immediato stop a questa folle avventura.

Signora ministra: perché in questi otto mesi, lei non ha ha mai trovato mezzora di tempo per incontrare i rappresentanti della campagna sugli F35 che volevano spiegarle le ragioni delle loro richieste? Cosa ha da temere dal confronto?

Nella mia precedente esperienza politica e sociale – da coordinatore di campagne e organizzazioni pacifiste – ho avuto la possibilità di incontrare e confrontarmi con vari ministri della Difesa e capi di Stato maggiore e ricordo in particolare gli incontri lunghi, aperti e cordiali – insieme al compianto Massimo Paolicelli – con il generale Corcione (quand’era ministro della difesa) e con l’ammiraglio Venturoni (da capo di stato maggiore).

Sono stato più fortunato io con generali e ammiragli che i miei compagni pacifisti con una ministra che – avendo marciato nel 2001 con i noglobal a Porto Alegre e avendo tentato di impedire nel 1985 con gli scout lo svolgimento della mostra navale bellica a Genova – invece di rimuovere il proprio passato avrebbe potuto utilizzarlo per capire meglio le ragioni degli altri.

C’è qualcosa più importante della carriera, l’impegno per la pace.

Noi, come SEL, chiediamo come nel giugno del 2013 la cancellazione definitiva del programma F35. E per questo sosterremo anche la mozione del Movimento Cinque Stelle.

E’ da cinque anni che anche la campagna “Taglia le ali alle armi” chiede o stop agli F35. E’ ora di farlo. Basta con i rinvii, basta con le mezze parole, basta con le false promesse.

Grazie a questa mobilitazione abbiamo ottenuto risultati. Il primo: la questione F35 è arrivata al centro del dibattito politico e dell’attenzione dell’opinione pubblica. Volevate che passasse tutto sotto silenzio e invece grazie ai pacifisti siamo qui a parlarne da due anni. Il secondo è che le forze di questa maggioranza politica che prima – fino a due anni fa – sostenevano “senza se e senza ma” il programma F35, ora hanno molti dubbi.Watch Full Movie Online Streaming Online and Download

I dubbi sono veramente tanti, dubbi che hanno portano il PD a presentare (prima in Commissione Difesa e ora in aula) una mozione in cui si chiede il dimezzamento del finanziamento. Da una parte questa è una cattiva notizia: il programma non viene cancellato e continueremo a spendere comunque tanti soldi per questi cacciabombardieri. D’altra parte questa è anche una buona notizia, risultato anche della mobilitazione pacifista. Risparmieremo un sacco di soldi, e questo è un bene. Questo è anche un nostro risultato, e dei pacifisti.

Per questo noi ci asterremo su questa mozione e chiediamo al deputato Scanu che – pur nella diversità delle posizioni e pur non essendo stato lui a Porto Alegre – abbiamo potuto apprezzare nel suo lavoro determinato e sincero: il dimezzamento della spesa da voi proposto riguarda la spesa complessiva dei 13 miliardi e non quello che ci resta da spendere, giusto?

Per parafrasare il vostro premier passo dopo passo siete prima passati con il governo Monti da 131 a 90 cacciabombardieri e ora con Renzi vorreste passare da 90 a più o meno 45. Passo dopo passo fate ancora un passo e cancelliamoli tutti questi aerei e facciamo quello che ci ha invitato a fare Papa Francesco a Redipuglia: investiamo nella pace, in una difesa sufficiente, nella sicurezza comune, nella prevenzione dei conflitti e non nelle armi e nelle spese militari.

Il nostro paese, senza rinunciare alla difesa, può fare a meno degli F35, ma non può fare a meno del lavoro, della sicurezza sociale ed ambientale, di una scuola degna di questo nome. Con gli F35 non solo non si dà più sicurezza al nostro paese e a questo pianeta, ma con gli F35 non si mangia.

E noi abbiamo invece disperatamente di utilizzare quelle risorse contro la disoccupazione e la povertà, per mettere in sicurezza il territorio, per non far cadere a pezzi le scuole. Vi preghiamo, non continuate a fare favori agli affaristi, ai “mercanti di morte”, alle caste di vario colore, anche quello grigioverde.

 

Facciamo invece un favore agli italiani. Cancelliamo gli F35.

 

 

 

 

 

 

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